21
Mar 2018
Numero Nr. 455
Geostrategia XXI: (Geopolitica + Geoeconomia)

Paolo Dealberti, Jewir World Vol. 10, 2018

Una lettura impegnativa, per addetti ai lavori, ricca di spunti interessanti. Già comprendere i termini utilizzati è una sfida ma, superato il linguaggio molto tecnico, ricco di acronimi proposti ex novo dall'autore, si entra in un mondo di razionalità dove il tentativo di spiegare fenomeni complessi si fa sempre più convincente. E i contenuti via via più chiari.

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Occupiamoci innanzitutto dei termini utilizzati nel titolo del libro. 

Geopolitica è il mondo della Interazione tra fenomeni locali che ci forniscono la visione di dettaglio e fenomeni globali che ci fanno capire l’insieme e ci danno un riferimento per non perdersi. Privilegiare l’uno o l’altro non ci aiuta a capire: dobbiamo occuparci di entrambi perché tutto nasce locale per poi diventare globale e lo si può osservare negli 11 continenti (quelli che conosciamo più cielo, mare, spazio orbitale e internet), nei 47 insiemi geopolitici e 248 città leader che compongono il pianeta

Geoeconomia è il mondo delle forme economiche, pubbliche e private, nelle 7 economie reali: agricoltura, industria, servizi, commercio, illegalità (15% del Pil mondiale), finanza e intra-company.  Dove la forza di una nazione è caratterizzata dall’accumulazione di conoscenza produttiva della società rispetto ad altre nazioni.

La geostrategia è il mondo dei comportamenti delle potenze tesi a tutelare la situazione presente (status quo) più a lungo possibile oppure ad anticipare prima possibile l’innovazione superando lo status quo.

Alla base del lavoro ci sono le mappe mentali generate dalle aspettative di Tony Buzan. Inoltre, l’autore ci presenta un mondo in cui i consumatori sono divenuti cittadini-utilizzatori, passando dall'era del consumismo, nata nel XIV secolo, a quella dell'uso e del ben-essere, nata nel secolo attuale.

Parola Chiave: scenari
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