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Nov 2017
Numero N. 437
Pietro Barilla, imprenditore tra la famiglia e il mondo

Nel 1979 Pietro Barilla ha messo in gioco tutto quello che aveva, dando anche in garanzia l'abitazione di famiglia, per riprendersi l'azienda dalla Grace. Se fosse andato male - l'azienda nel frattempo aveva perso smalto e i bilanci erano risicati - avrebbe perso tutto.

Ma lui era un combattente e voleva riconquistare la sua storia e il futuro dei suoi figli, puntando sulla solidarieta' della famiglia che era stata messa alla prova da vicende precedenti. Si trattava di un'opera di ricostruzione, come dopo una guerra, che Pietro imparo' a poggiare su una vita ordinata, su regole ben precise...

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Il Mulino Bianco

La Grace aveva voluto diversificare e aveva aggiunto alla pasta il Mulino Bianco, ispirato dall'americana Pepperidge Farm, per sviluppare i frollini fatti produrre da terzi. Pietro fu all'inizio perplesso perché vedeva la pasta come prodotto centrale. Poi aveva capito il potenziale di una comunicazione fondata sul mondo contadino, sereno, dove la gente si vuol bene e iniziò la produzione diretta a Castiglione delle Stiviere, ad Ascoli Piceno e in altri stabilimenti.

Da allora è cominciata la grande espansione con un'ampia gamma di prodotti, ciascuno con il proprio nome, la sua specificità e la sua pubblicità. Attenti a non ingaggiare una competizione diretta con Ferrero.

 

Ma il suo cuore era la pasta

L'anima della cucina italiana era la pasta che percepiva in competizione con quella americana più ricca di proteine e di grassi. Sosteneva di aver vinto la battaglia dopo aver dispiegato importanti investimenti pubblicitari per promuovere il ruolo della pasta: prima di vendere a Grace, con Mina e grandi registi; poi Pippo Baudo, Maurizio Costanzo e Federico Fellini.

Vedeva l'impresa come persone unite da una meta comune, orgogliose di appartenervi e di contribuire. Dove i dirigenti sono coloro che i dipendenti eleggerebbero loro stessi. E nella scelta dei collaboratori la prima impressione è molto importante anche se poi è necessario approfondire al massimo: distinguere i galantuomini ancor prima delle capacità intellettuali e delle competenze professionali.

Poi essere affabile con tutti ma, quando si trasgrediscono le regole, essere un maestro inflessibile. Remunerazioni proporzionali al compito e alla responsabilità ma anche per premiare l'impegno e il successo.

 

 

I suoi valori: famiglia e lavoro

E il segreto per avere successo con i figli? Farli innamorare dell'azienda. Nato da una famiglia di artigiani, credeva nel progresso tecnico, impegnato a cercare sempre il meglio e ad assicurare il benessere dei lavoratori. I suoi valori: famiglia, rispetto, armonia sociale, Provvidenza, il denaro per investire, lavoro.

Ricordo ancora il manifesto nei magazzini Esselunga nel 1984 "Barilla vuole che noi vendiamo a prezzo più alto e noi abbiamo messo fuori Barilla". La rottura con Caprotti durò cinque anni.

 

Ci eravamo frequentati per lavoro negli anni 80 e ricordo alcune appassionate discussioni. Ho riletto in questi giorni la bella biografia di Francesco Alberoni: “Pietro Barilla: Tutto è fatto per il futuro, andate avanti con coraggio", RCS Libri, 2013.

Scompare nel 1993, il prossimo anno saranno 25 anni.

Applicazione in azienda: chi ha la responsabilità di guidare un'azienda ha anche la responsabilità di dare a tutta l'organizzazione una ragione d'essere, un motivo per cui impegnarsi e lottare: tutti i giorni, per tutti i collaboratori. Pietro Barilla ha saputo fare questo con coerenza e spontaneità. Le moderne tecniche manageriali hanno aggiunto efficacia e professionalità.
Parola Chiave: leadership
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