23
Mar 2015
Numero N. 312
Piu' produttivita'? Occorre migliorare il lavoro di squadra

Tutti noi lavoriamo in squadra. Al vertice dell’impresa opera la squadra guidata dal capo azienda con i suoi primi collaboratori. Ogni responsabile di funzione ha una squadra. Lungo la gerarchia ci sono numerose squadre. In fabbrica operano le squadre di tecnici e operai e sul campo le squadre dei venditori nelle unita' territoriali.

La squadra e' la forma organizzativa piu' diffusa e "fare squadra" e' un mantra perché e' intuitivo capirne il pesante risvolto sulla produttivita'. Ma noi italiani siamo accusati – a ragione – di non saper fare squadra. Perché? Cosa dovremmo fare perché le nostre squadre funzionino meglio?

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Tutti noi lavoriamo in squadra. Al vertice dell’impresa opera la squadra guidata dal capo azienda con i suoi primi collaboratori. Ogni responsabile di funzione ha una squadra. Lungo la gerarchia ci sono numerose squadre. In fabbrica operano le squadre di tecnici e operai e sul campo le squadre dei venditori nelle unita' territoriali.

La squadra e' la forma organizzativa piu' diffusa e "fare squadra" e' un mantra perché e' intuitivo capirne il pesante risvolto sulla produttivita'. Ma noi italiani siamo accusati – a ragione – di non saper fare squadra. Perché? Cosa dovremmo fare perché le nostre squadre funzionino meglio?
 



Una squadra unita e' un insieme di parti collegate insieme come fossero un tutto. Cio' accade quando i membri lavorano in perfetto coordinamento per raggiungere uno scopo. Se ne parla sempre, a tutti i livelli, ma e' cosi' difficile trovarla nella realta'!
Infatti, la stragrande maggioranza delle persone dichiara di sentirsi disimpegnata nel proprio lavoro e di non aver la sensazione di essere parte di una squadra. Cosi' la produttivita' ne soffre molto.

Il punto di partenza della produttivita' della squadra e' fare chiarezza.
Ad esempio, spiegando il processo di gestione delle prestazioni affinché i membri della squadra capiscano appieno cosa deve essere fatto e perché. Altrimenti, oltre a non sentirsi motivati, pensano di poter commettere degli errori. E comunicando il flusso di lavoro e il contributo dei singoli al risultato insieme al progresso che si sta compiendo e ai nuovi obiettivi che ci si pone.
Sappiamo che il nostro cervello e' piu' produttivo quando ci avviciniamo al risultato. Cio' ci motiva e cosi' aumenta il nostro pensiero creativo? Allora rendiamo ben visibile a tutti – con appositi pannelli dedicati - la cascata degli obiettivi, pesati sulle priorita', completi delle date limite e dei progressi che si stanno via via facendo.
In questo modo ci assicuriamo che tutta la squadra sia ben allineata su queste cose.

Il secondo punto e' la capacita' di adottare soluzioni creative per ottenere l’impegno dei collaboratori. Cosi' il coinvolgimento genera la dedizione, cioe' la benzina che trasforma il potenziale in fatti concreti. E l’innovazione sprona la soluzione dei problemi che frenano la produttivita'.
Ad esempio, i valori che sostengono la cultura aziendale non devono essere pure enunciazioni ma prendere corpo in termini di norme di comportamento e principi da seguire condivisi da tutti. Cosi' da prendere decisioni coerenti, anche al livello piu' operativo.

Quando i collaboratori si sentono parte di una squadra, lavorano di piu' e meglio perché sono piu' realizzati come individui.
Sappiamo che esercitarsi insieme stimola il cervello e lo spirito di corpo. Allora promuoviamo esercitazioni di squadra, da una semplice passeggiata in collina, commentando il paesaggio, a intense sessioni di vela o di calcetto.
Sovente non abbiamo bisogno di collaboratori migliori. Abbiamo bisogno di una squadra piu' unita!
 
Applicazione in azienda: L’applicazione in azienda coinvolge la produttivita' del tempo dedicato alle attivita' di formazione e di team building. Si puo' fare squadra lavorando! Metta 10, 20 persone insieme, in modo ben organizzato, per tre mezze giornate e faccia in modo che si confrontino e sfidino sul piano delle idee, delle soluzioni e dell’esperienze. Vedra' i suoi collaboratori trasformarsi da annoiati esecutori di
Parola Chiave: risorse umane
Cosa ne pensa la community: Piace a 5 soci e 2 soci hanno un'altra idea
Per approfondire: n. 229
Risultati ad oggi
Dove ritiene che la situazione sia da migliorare nella sua azienda?
25 %
Nel fare chiarezza
25 %
Nell’ottenere l’impegno
50 %
In entrambi
0 %
Altro (specifichi nello spazio riservato ai commenti)
Quali altri elementi valuta nello scegliere i suoi collaboratori?
  • La coincidenza tra le sfide che l'azienda deve affrontare e le sfide che il collaboratore vuole affrontare: da qui nasce un "matrimonio" di successo basato su una progettualità comune. Su questo elemento chiave si innestano altri due fattori: la capacità di ragionare e di risolvere un problema e la facilità di entrare in sintonia positiva con un gruppo.
    Fabrizio Fresca Fantoni
  • In primo luogo le esperienze lavorative pregresse e le competenze maturate, che devono essere in linea con il profilo ricercato. Poi gli obiettivi di sviluppo professionale dichiarati, primo elemento per verificare il possibile allineamento tra le sue motivazioni e le attese della azienda. Da ultimo cerco di capire quale sia la capacità e/o disponibilità ad operare in squadra e, cosa ancor più difficile, la maggior o minor possibilità che la persona si integri nella nostra squadra. Il primo punto è quasi oggettivo e verificabile, il secondo un po' meno, il terzo è uno sforzo di immaginazione impegnativo ma comunque indispensabile
    Luca Orselli
  • Le decisioni efficaci nello scegliere i collaboratori sono spesso affidate all’intuito (che, quando è affidabile, deriva da una sorta di “estratto dell’esperienza”), ma l’approccio logico-razionale è indispensabile nell'affrontare una tematica così complessa e strategica per il successo dell’azienda. I fattori da tenere in considerazione in una scelta razionale dei collaboratori riguardano la competenza relativa al ruolo, le caratteristiche personali di flessibilità mentale, tenacia e capacità di ascolto, ma è fondamentale privilegiare la valutazione del profilo etico (trasparenza, onestà, lealtà) e della prospettiva di collaborare nel lungo termine basata su valori condivisi di rispetto e di “gioco di squadra”. Carlo Martelli
(*) La percentuale è riferita al totale dei votanti

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23/03/2015 18:09:17

Io lavoro in un Dipartimento universitario. In queste strutture il lavoro di squadra dovrebbe creare molte sinergie intellettuali; purtroppo, in molti contesti, prevale l'individualismo. E' necessario combattere la cultura del "collega = rivale".