13
Mar 2017
Numero N. 406
Siediti (ovvero: la leadership non s'improvvisa)

C'era una volta un cavaliere di successo. Viveva in un regno, bello e prospero, il cui re era vecchio, saggio e giusto, come lo erano stati i suoi predecessori per molte generazioni. I sudditi giungevano a corte da tutto il regno con i loro problemi e le loro domande. Il re sedeva sul trono ogni giorno e stabiliva, decideva, guidava e consigliava.

Tutti erano soddisfatti, perche' in questo modo la maggior parte dei problemi veniva risolta. E anche se cio' non accadeva, la gente non incolpava il re ma ritornava lieta da lui e gli chiedeva cosa fare nella nuova situazione.  
Anche il cavaliere era stato a corte e ogni volta sentiva un pizzico d'invidia verso il re... 

Immagine

Il cavaliere s'impegnava attivamente nel governo...
Il re si sedeva lì e... tutto si sistemava. Al contrario il cavaliere trascorreva le giornate girando per la sua tenuta e il villaggio vicino: commentando questo, dando consigli su quello e rispondendo a un'altra domanda ancora. Il popolo, in realtà, non accoglieva le sue delibere con gioia e neppure seguiva le sue raccomandazioni, specialmente le persone fuori della tenuta, anche se la maggior parte delle volte in seguito si dimostravano consigli corretti. Aveva ragione più spesso dello stesso re, ma con molto meno effetto! Era veramente snervante.

... fino a decidere di ribellarsi
Nel corso degli anni, il cavaliere sviluppò un odio profondo per il re. Così un giorno assoldò un gruppo di esperti di PR e un esercito di mercenari e iniziò una rivoluzione. Sostenuto dai metodi efficaci dei suoi aiutanti, riuscì a allontanare il re e le sue deboli guardie dal castello e a prendere il sopravvento. E subito introdusse molte riforme: istituì un consiglio formato da persone intelligenti di tutto il paese per esercitare la loro influenza. Il cavaliere stesso s'impose di viaggiare per il paese per essere vicino alla gente e intervenire sul posto. E, in un atto simbolico, ordinò che il grande trono fosse gettato in discarica.

Le cose non andarono bene
Ma stranamente le cose non funzionarono come previsto. La gente non si rivolgeva a lui o ai suoi saggi ma cercava di prendere le cose in mano. Molte decisioni del cavaliere non vennero attuate in modo corretto. E le persone erano molto infelici a causa delle molteplici contraddizioni, incertezze e mancanza di coordinamento.
In un primo momento, pensò di poter dominare la situazione lavorando più duro e migliorando ciò che stava facendo. Ma senza alcun risultato. 

Decide di parlare con il re e...
Quindi, in un atto di disperazione, il cavaliere andò a incontrare il vecchio re nella sua prigione. "Perché non funziona?" chiese, "Ho più conoscenze e assumo decisioni migliori di come facevi tu, ma la gente non mi segue e le cose vanno male!". 
Il re lo guardò con un debole sorriso: "Mi spiace molto sentirlo".
"Bene, grazie mille davvero. E cosa pensi che dovrei fare?"
"Ti sei mai seduto sul trono?"
"Ovviamente no! Me ne sono sbarazzato fin dall'inizio".
"Oh, caro".
"Che cosa?".
"Avresti dovuto sederti fin da subito"
"Cosa intendi?"
"Beh, ora è un po' tardi. Ma lascia che ti racconti cosa significa sedersi sul trono. Lo senti solo nel momento in cui ci si siede. Ci si sente come se si stesse crescendo. Le persone ti trattano in modo diverso quando sei sul trono. A loro sembri diverso"
Lui sorrise.
"E' veramente tutto nel sedile? Il resto è un gioco da ragazzi!"

Applicazione in azienda: Se vuole farsi riconoscere come leader deve dare adeguata importanza ai simboli e alla tradizione. La fiducia non si costruisce in fretta e le persone nutrono fiducia in ciò che rappresentiamo e non soltanto in ciò che siamo.
Parola Chiave: leadership
Cosa ne pensa la community: Piace a 2 soci