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Mag 2016
Numero n. 367
Trasformazione digitale: la minaccia a BTN e il contesto generale

(Seconda puntata)
Arrivo' Nicola Fabbroli, il "Testaquadra", partner di Consulenza di Direzione SpA. Con Bernardo avevano costruito da tempo un buon rapporto professionale. Bernardo gli illustro' la situazione trovata negli Usa e gli spiego' come cio' che aveva visto di persona lo aveva angosciato.

Nicola riconobbe che, si', il fenomeno della connessione digitale stava diventando una realta' incalzante. Il vento del cambiamento non soffiava per caso in quella direzione: vi erano specifici trend tecnologici che la sostenevano ai quali si era aggiunto il cloud, un potente acceleratore. Ma, per capirla, era prima necessario inquadrare la minaccia specifica a BTN nel contesto generale...

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(Seconda puntata)
Arrivo' Nicola Fabbroli, il "Testaquadra", partner di Consulenza di Direzione SpA. Con Bernardo avevano costruito da tempo un buon rapporto professionale. Bernardo gli illustro' la situazione trovata negli Usa e gli spiego' come cio' che aveva visto di persona lo aveva angosciato.

Nicola riconobbe che, si', il fenomeno della connessione digitale stava diventando una realta' incalzante. Il vento del cambiamento non soffiava per caso in quella direzione: vi erano specifici trend tecnologici che la sostenevano ai quali si era aggiunto il cloud, un potente acceleratore. Ma, per capirla, era prima necessario inquadrare la minaccia specifica a BTN nel contesto generale...

BTN è una multinazionale tascabile italiana di componenti per macchine da lavoro: trattori e macchine operatrici per strade, cave, miniere, dighe, tunnel, ecc.. Si tratta di una filiera per molti aspetti simile a quella dell'automotive anche se, ovviamente, con minori quantità prodotte. Il capitale è a controllo famigliare. Bernardo Cerutti è da circa vent'anni l'amministratore delegato.

Vigevano, sede BTN, ufficio di Bernardo Cerutti

Nicola proseguì: "Rammento una recente ricerca in cui si stima che il 10% dei posti di lavoro verrà eliminato in produzione, grazie alle nuove tecnologie, ma comparirà il 15% di nuovi posti sia per i nascenti bisogni informatici sia per la crescita stessa delle aziende.
Altre fonti ci dicono che oggi nel mondo è collegato in rete solo l'1% di ciò che può esserlo – persone e cose - e che il 65% dei bambini faranno da grandi mestieri che non sono stati ancora inventati.
La nota dolente è che 4 aziende su 10 falliranno proprio perché non avranno capito la trasformazione che le riguarda e 7 su 10, di quelle che si trasformeranno, falliranno perché non avranno capito la digitalizzazione. Così ci saranno moltissimi abbandoni e i nuovi entranti saranno aziende con provenienze le più disparate. Pensa al caso Tesla: un nuovo venuto nel settore automobilistico. In un week end ha raccolto 300.000 prenotazioni per un'automobile che uscirà sul mercato l'anno prossimo: quale costruttore tradizionale avrebbe avuto lo stesso successo?"
Bernardo, con lo sguardo disorientato: "Certo, è una grande evoluzione... ma dietro vedo una grande rivoluzione. E' questa che mi fa paura!
Il mio timore maggiore, oggi, è capire come affrontare l'integrazione delle nuove tecnologie. È più importante padroneggiare la tecnica in senso stretto - il ruolo di system integrator impone una forte competenza sulle tecnologie che si intendono integrare - o dominare le aree commerciali/operative. Insomma, dobbiamo copiare i componenti fabbricati negli Usa oppure ci sono combinazioni diverse che ci possono permettere di recuperare lo svantaggio con prodotti innovativi? Questa è la domanda principale.
Di fatto, cosa comporta inseguire i produttori già avanti? Cosa implica proporre soluzioni differenziate? Con quale offerta presentarsi al mercato? Poi, presentarsi da soli o in partnership e con chi? Come essere credibili nei nuovi servizi richiesti? Cosa comunicare ai clienti?"
Nicola lo guardò con un leggero disappunto: "È già da qualche anno che ti sto dando segnali d'urgenza. Almeno da quando la banda larga ha permesso di collegare ovunque cose e persone...
Comunque le domande che poni sono tutte legittime e, credimi, c'è una risposta intelligente a ciascuna di esse. Abbi fiducia, non saranno i supporti tecnologici a fare la differenza bensì una strategia che sappia servirsi degli strumenti digitali per raggiungere i risultati desiderati più velocemente e con maggior efficacia.
Dobbiamo tener conto che siamo nella fase di transizione da attività fisiche ad attività virtuali. Con conseguente riduzione di numero e durata delle operazioni più onerose. Questo passaggio durerà a lungo, a tutti i livelli e in tutti gli ambiti".

Bernardo sembrava un po' tranquillizzato ma subito incalzò: "E le fabbriche?"
Nicola gli rispose: "La fabbrica sta cambiando pelle e diventa molto più intelligente. E' vero, la digitalizzazione è da tempo la chiave di volta per ridurre i tempi delle operazioni o addirittura per ridurne il numero. Insieme all'intelligenza artificiale permette di rendere automatiche la maggioranza delle attività routinarie. Ma è la forte accelerazione, impressa dal grande sviluppo della connessione, con la quale dobbiamo fare i conti da qualche anno a questa parte".
Bernardo ritornò ad assumere un'espressione perplessa e ragionò ad alta voce: "Ma se il fulcro del cambiamento organizzativo è rappresentato dall'interazione tra tecnologie, uomini e macchine, il primo impatto che dovrà essere gestito è quello delle risorse umane. Servono nuove competenze e nascono nuovi mestieri".
Nicola rispose con fare sereno: "Le risorse umane devono compiere un cambiamento decisivo che non impone soltanto l'apprendimento di nuovi contenuti tecnici bensì anche l'acquisizione di una forma mentis aperta alla realtà digitale. Con la condivisione del sapere aziendale si rendono le collaborazioni sempre più frequenti ed efficaci.
Ma, ricorda, non tutto viene per nuocere. Si possono finalmente adottare i nuovi modelli di lavoro cui abbiamo sempre teso: decentramento di processi decisionali, adattamento in tempo reale, lavoro agile, cioè flessibile, sperimentazione continua".
Bernardo sembrava rincuorato ma replicò: "Allo stato attuale, BTN dispone di poche risorse opportunamente istruite. E ancora meno in grado di formulare proposte innovative e competitive destinate a riposizionarci. Questa volta non si tratta di aggiungere una nuova unità di business che si potrebbe acquisire sul mercato, come abbiamo fatto in passato, quando un'innovazione tecnologica sembrava promettente e abbiamo comprato una start-up con le sue persone dentro, già competenti. Questa volta si tratta di riqualificare il nostro numeroso personale. I più giovani sono meglio predisposti alla nuova tecnologia e potrebbero trovare forti motivazioni nella sfida. Ma gli altri? Dove cominciare? Come affrontare la sfida?"

 

 

(prossima puntata: lunedì 16 maggio)


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Parola Chiave: trasformazione
Piercarlo Ceccarelli
Piercarlo Ceccarelli 11/05/2016 15:38:59

Nel caso della trasformazione digitale gli ingredienti potenzialmente più pericolosi sono l'accelerazione e la diffusione settoriale. Non c'è prodotto, servizio, comparto, industria, funzione, attività che non ne sia già permeato. Ora è la volta della penetrazione in profondità con effetti sempre più tangibili e dirompenti.

10/05/2016 13:08:34

From Marco Baccaro

10/05/2016 13:08:09

Il Nuovo arriva e, dobbiamo integrarci! Non c'è un altra possibilità.
Come insegna la Storia, chi non si adatta è destinato a scomparire.
Avere la Visione di come può essere il Futuro e, inventarlo ad ogni giorno, questo è il Nostro compito.