6 Giugno 2016

C'era una volta un nano. Insieme ai suoi numerosi colleghi, aveva trascorso tutta la sua vita lavorando in una vasta miniera d'oro.
Dato che i nani sono sempre un gruppo molto competitivo, nel corso del tempo avevano sviluppato un sistema che rendeva giustizia alla loro natura.

A ogni nano era assegnata la propria galleria e ci lavorava da solo. Di solito scavavano diverse gallerie in parallelo a partire da un canale principale, in modo che ciascun nano potesse confrontare il suo progresso rispetto agli altri. Quando non lavoravano nelle gallerie, i nani passavano il tempo a controllare il lavoro di ciascuno e elargivano premi e punizioni di conseguenza.

Da un'idea di Bernhard Sterchi
19 Gennaio 2015

Come di routine, anche stamattina sfogliando il giornale mi sono accorto che il nuovo anno non ha portato nulla di diverso. Siamo circondati dalle notizie negative, non solo perche’ fanno piu’ audience ma soprattutto perche’ l’immaginario collettivo si ritrova ormai solo nella negativita’ che i media propongono in modo costante, direi quasi devastante.

Il “bel paese” che tutti invidiavano si sta sgretolando. Almeno nei media. Perché?

Da un'idea di Piercarlo Ceccarelli
10 Novembre 2014

Se abbiamo un problema, la causa risiede nel fatto che non abbiamo preso una decisione. D'accordo? I leader lottano con due sfide interiori quando cercano di prendere buone decisioni: fare le scelte sbagliate e metterci troppo tempo.

Ecco un caso pratico. Le viene chiesto di parlare ad un evento, ma odia essere di fronte a una platea. Chiede scusa ed educatamente rifiuta, oppure...

Da un'idea di Piercarlo Ceccarelli
17 Marzo 2014

Quante volte lei si sara' chiesto, come tutti noi, se nella vita si ottengano migliori risultati con l’ottimismo o il pessimismo? La maggior parte dei capi azienda e' ottimista: non si gestiscono gli affari pensando che falliranno. Ma e’ sufficiente?

No, l’ottimismo ha bisogno della ragione. Cio’ impone di guardare avanti a quello che potra' accadere. E mettersi dalla parte dei nostri interlocutori, dopo aver chiarito di cosa abbiamo veramente bisogno. Vediamo come.

Da un'idea di Piercarlo Ceccarelli
Numero n. 240

Decisioni errate perche' frettolose, lavori svolti sotto la qualita' dovuta, stress e insoddisfazione verso il lavoro sono le conseguenze piu' frequenti di un eccesso dei nostri impegni quotidiani. Con un riflesso negativo sulla produttivita' dell'azienda.
Da un'idea di Luca Orselli
7 Maggio 2012

Come sta cambiando il modo di guidare l’impresa? Il vecchio paradigma “comanda e controlla” sta tramontando? Si profilano nuove forme di leadership all’orizzonte?

Da un'idea di Anna Favari
Numero N. 133

Mai come di recente ho incontrato organizzazioni nelle quali si annidano grandi potenziali di miglioramento delle prestazioni – collegati al post crisi - che, per essere sfruttati, richiedono leader efficaci, preparati a lavorare in contesti sfidanti, ricchi di criticità e di incertezze. Lei è leader adeguato al compito?
Da un'idea di Andrea Ferri
Numero N. 71

L’aria che si respira, ai piani alti delle aziende, è di incertezza sulle prossime mosse e ciò si ripercuote anche sul godere o meno delle tradizionali ferie natalizie. Da ciò che osservo, metà dei dirigenti rimane a casa. La rinuncia alle vacanze di Natale è dettata solo da questioni economiche oppure dalla volontà di presidiare il proprio posto di lavoro, o utilizzare il tempo per elaborare pianificazioni e strategie o, ancora, per ragioni psicologiche?
Numero N. 56

Siamo effettivamente aperti a capire e cogliere le novità oppure ci facciamo ingannare dai preconcetti? Siamo abituati a guardare il mondo basandoci sulle nostre convinzioni, veri e propri filtri che distorcono la percezione della realtà. Succede a tutti, anche ai migliori tra noi. Disse Einstein “le nostre teorie determinano ciò che misuriamo”..
Numero N. 48

Siamo buoni manager?

Il nuovo numero di Siamo buoni manager? approfondisce il primo principio della professione, l’orientamento ai risultati.
Nessuna scuola di formazione, certamente non le università o i corsi Mba che trattano dell’anatomia e della fisiologia dell’azienda, insegna come il dirigente debba utilizzare le risorse per raggiungere risultati. Purtroppo management è ancora una professione da autodidatta e si impara, se si ha fortuna, dal proprio capo.

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